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Manca solo che cerchino di privatizzare l’aria ed un giorno magari
proveranno a farlo, cercando di farlo passare come cosa buona, giusta ed
utile, un po’ come si sta facendo per le centrali nucleari o le cave di
amianto, tanto per non allontanarci troppo da casa nostra.
Privatizzare l’acqua è un po’ come privatizzare la vita ed è un po’
come privatizzare noi stessi, costituiti per quasi il 70% di acqua.
Nel nostro paese occorre costruire una cultura dell’uso intelligente
dell’acqua, una cultura del risparmio dell’acqua. L’acqua si spreca, sia
per uso personale sia per la pessima manutenzione degli acquedotti da
parte delle strutture pubbliche, tanto più che l’acqua non è un bene
eterno e da poter utilizzare in quantità illimitata, essendo diminuita
sulla Terra del 40% in trent'anni.
L’acqua è di fondamentale importanza, non deve essere inquinata e
non deve essere resa oggetto di speculazione:
deve restare un bene pubblico.
Tra le tante “imprese” di questa maggioranza la privatizzazione
dell’acqua risulta una delle più aberranti, e non solo dal punto di
vista etico e civile, ma anche dal punto di vista economico.
A Parigi il sindaco Bernard Delanoe, come promesso in campagna
elettorale, ha rimunicipalizzato il servizio di fornitura idrica,
calcolando in tal modo risparmi per 30 milioni di euro all’anno che
verranno utilizzati per ridurre e bloccare il prezzo dell’acqua per 5
anni a 2.77 euro per metro cubo e per ridurre le spese per le famiglie a
basso reddito del 50% all’anno. Infine sempre grazie a questi risparmi
tutti i dipendenti delle società di gestione private sono stati
riassorbiti nella nuova società di gestione pubblica.
Occorre necessariamente impedire che questo scempio venga portato a
termine, occorre impedire che la nostra vita venga gestita come un
business. L’acqua deve restare pubblica e contemporaneamente la gestione
di questo bene e la manutenzione dei sistemi di distribuzione deve
essere molto, molto più efficiente.
Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alle generazioni future, dalle
quali abbiamo avuto in prestito beni che non possiamo distruggere
impunemente.
A.M. |